Nuovo decreto e vecchie buone pratiche. Italia è tutta zona protetta: importante seguire le prescrizioni dell'Istituto Superiore di Sanità
Coronavirus o Covid-19 o SARS-Cov-2
Epidemia da Coronavirus. Avere paura davanti ad un rischio nuovo, provare ansia per sé e i propri cari, ricercare rassicurazioni, agire un controllo continuo delle informazioni sono comportamenti comprensibili e frequenti in questi giorni. Aver paura di essere contagiati è naturale, la paura ci orienta nelle scelte comportamentali. La paura si riduce se si riflette sul suo rapporto con i pericoli oggettivi e quindi si sa cosa succede e cosa fare. Quando la paura aumenta diventa panico e può portare ad ignorare i dati oggettivi e ad affievolire la nostra capacità di giudizio. Attualmente si sta assistendo ad una traumatizzazione psicologica collettiva e la reazione allo stress ad essa associato si traduce in atteggiamenti e comportamenti che sovrastimano o sottostimano il rischio del contagio. (dal vademecum Consiglio Nazionale Ordine Psicologi).
Tre buone pratiche per affrontare il Coronavirus
1. Evitare la ricerca compulsiva di informazioni.
Ridurre la sovraesposizione alle informazioni dei media e dei social. Basarsi solo su fonti informative ufficiali, aggiornate e accreditate. Si hanno così tutte le informazioni necessarie per proteggersi, senza farsi sommergere da un flusso ininterrotto di "allarmi ansiogeni" . I dati ufficiali aggiornati sono reperibili nei siti istituzionali:
2. Un fenomeno collettivo e non personale
Il Coronavirus non è un fenomeno individuale. Ci dobbiamo proteggere come collettività responsabile. L'ISS indica semplici azioni di prevenzione individuale; l'uso regolare di queste azioni elementari riduce significativamente i rischi di contagio per sè, per chi ci è vicino e per la collettività tutta.
3. Agire collettivamente per un fenomeno collettivo
Anche se tu ti sei fatto un'idea corretta del fenomeno è bene cercare di aiutare gli altri a riflettere e condividere anche le paure. Puoi fornire le semplici informazioni che leggi in questo articolo, ragionando con calma e pazienza invece di ignorare, o peggio, disprezzare chi non sa e si rifiuta di pensare. Agire tutti in modo informato e responsabile, aiutarsi reciprocamente a farlo, aumenta la capacità di protezione della collettività e di ciascuno di noi.
L'Italia zona protetta
Il nuovo decreto del 9 marzo 2020 esteso a tutto il territorio nazionale ha portato tanto disorientamento e ulteriori preoccupazioni per il presente e il futuro. Ma la richiesta a tutti i cittadini è di mantenere un comportamento consapevole e responsabile per poter contenere la diffusione del contagio.
Cambiare le proprie abitudini è difficile ma possibile per ogni cittadino. E' necessario ripensare la propria giornata con azioni individuali che hanno delle ripercussioni immediate sulla salute pubblica.
La chiusura delle scuole, delle attività sportive ed extrascolastiche, il divieto di aggregarsi su tutto il territorio nazionale è proprio una situazione eccezionale per tutte le famiglie! Certo non è una vacanza ma è un’occasione per ripensare il proprio tempo a casa e quello con i propri figli.
Consigli pratici per genitori di bambini (dal sito emdr.it)
I bambini necessitano di informazioni chiare e vere, filtrate in base all’età, in modo che possano essere comprese. E’ importante non esporre i bambini o sovraesporli a immagine e notizie non adatte al loro livello di comprensione. Scegliere 1-2 momenti al giorno da dedicare insieme alla visione di notiziari o ricerca web di notizie, in modo tale da spiegare quanto emerge, rendere comprensibile e rassicurare i bambini attraverso un focus realistico e orientato agli aspetti positivi. Ovvero spiegare ai bambini che ci sono tante persone che si stanno occupando del coronavirus e sottolineare questi aspetti quando emergono in TV e via web.
Dare sicurezza ai bambini
Significa che i bambini possono continuare a fare le cose da bambini: giocare, parlare di cose divertenti fare i compiti e imparare cose nuove. Stare con mamma e papà e altre persone di fiducia senza che vedano solo volti spaventati e allarmati. Ricordiamoci che i bambini sono piccoli ma osservano e comprendono. Un bambino per sentirsi sicuro ha bisogno di stare con un adulto in grado di trasmettere affetto e padronanza. In primis padronanza di se stesso. I bambini notano le incongruenze degli adulti, ad esempio se dico: “Non c’è da avere paura”, poi faccio enormi scorte alimentari, posso generare confusione e il bambino può chiedersi se fa bene a credere all’adulto in questione. Se può fidarsi. La fiducia è indispensabile per dare sicurezza.
Ricordatevi che se non riuscite a calmare voi stessi, non potete dare sicurezza ai vostri cari piccoli e grandi! In questi casi, fatevi supportare da altri familiari o attraverso la comunità, rete di amicizie ed eventualmente consultate gli specialisti.
Roma 10 Marzo 2020
Nessun commento:
Posta un commento